Corno Piccolo

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Relazione del 31-8 1-9 2002

Testo di Giovanni D'Arrigo

Foto di Giuseppe Vallocchia

Partiamo da Roma in due: io e Fabio; appuntamento con Mimmo h 17:30 circa al solito distributore sulla Salaria, si lascia una macchina al parcheggio e via, verso Prati di Tivo, dove arriviamo alle 20.15 circa. Un piatto di pasta e (tanto, forse troppo !) vino, si monta la tenda e tutti a nanna.
Sveglia la mattina presto, colazione al bar dove ci raggiunge Peppe, dopo una notte passata al lavoro, complimenti !!!
Già dal piazzale il tempo non prometteva nulla di buono, ma siamo in ballo e
allora balliamo. Obiettivo la mitica Via del Vecchiaccio sulla seconda Spalla del Corno Piccolo Seggiovia (benedetta), Ventricini (bagnata) e siamo all'attacco della via.
Attacca Mimmo (unico in grado di andare da primo), noi seguiamo. tempo
coperto, parete a tratti umida o bagnata, ma via eccezionalmente bella.I primi due tiri sono sul IV, al terzo tiro traverso da 5a. A farla da padrona è l'arrampicata di aderenza, con qualche provvidenziale fessura. Soste attrezzate e comode, roccia fantastica. Il tiro chiave della via è il sesto ed ultimo, due alternative: uscita diretta (quella aperta da Bini) difficile ed improteggibile, quindi scartata oppure variante di VI, facilitata da una lunga fila di chiodi a pressione,soluzione per noi quasi obbligata. Mimmo va agilmente in libera, il sottoscritto e gli altri due, non ci pensano due volte ad affrontare il tiro in artificiale !!!
L'ultimo di cordata esce dalla via, cominciamo ad attrezzare le doppie e 
.... shwooosh, inizia la doccia. Le tre doppie sono un inferno di acqua grandine e freddo, ma a parte il linguaggio usato per l'occasione (non proprio da Accademia della Crusca), nessuno si lamenta perchè fa parte del gioco.  Si conclude con una corda incastrata durante il recupero, con relativa risalita. Ore 18:00 seggiovia, e rituale birrozzo ai tavolini del bar !!! Anche questa volta è andata alla grande, grazie all'esperienza e professionalità di Mimmo, accompagnata per l'occasione dalla tenacia e dalla resistenza agli agenti atmosferici del resto della cordata.
Saluti
Giacomo D'Arrigo - CAI Sez. Roma