Un tratto del sentiero 5a (433)

  • Trekking tra Valle Scura e Monte Ritornello.

  • Una proposta di un periplo di 2600 metri di dislivello, con componenti tecniche.

  Ho da poco sostenuto un esame all'università, allora decido di dedicare un pò di tempo alla montagna.
Erano le 11 del 13 aprile, come al solito parlo col mio amico Pasquale, il fotografo.
Mi chiama al cellulare Giuseppe Rotilli, una guida ambientale che ho conosciuto grazie ad altri amici (Mimmo e Gianfranco).
Mi dice che si trovava ad Antrodoco e mi vuole salutare, ci incontriamo e gli offro un caffè.
Gli manifesto la mia volontà di fare un'escursione, sono incuriosito dalla "Valle Scura", chissà; un pò per il nome, un pò per i racconti d'altre persone che la declamavano, per la sua bellezza.

Click per ingrandire la foto

La strada sterrata

Il panorama selvaggio

Giuseppe, sullo sfondo Terminillo

L'aglomerato di Casette

Giuseppe accetta di buon grado, partiamo alle 14,30 del pomeriggio, prendiamo la Salaria in direzione Ascoli Piceno, transitamo per la Valle del Velino.
Questa valle è contornata da bellissime falesie scavate dall'omonimo fiume, ci chiediamo se qualcuno ci ha mai ricavato qualche via alpinistica o/e sportiva. (la roccia in gran parte è dolomia, per cui molto friabile).
Per arrivare agevolmente alla Valle Scura, prima di prendere la superstrada, subito dopo la prima galleria, bisogna girare a destra, seguendo l'indicazione per Sigillo.
Arrivati a Sigillo 650 m, si scende nel paese, (la prima strada a sinistra prima del ponte) dal paese si prende una strada sterrata, che risale il fosso
Qui comincia il sentiero numero 5 (405),  chi se la sente può lasciare la macchina qui, noi abbiamo proseguito per qualche chilometro, finché non abbiamo incontrato dei nastri che sbarravano la strada, abbiamo deciso di fermarci in quel punto che si trova a 700 m.
Messi gli scarponi, partiamo. Percorsi più o meno 50 metri scopriamo perché la strada è interrotta, tre grossi massi, di notevoli dimensioni impediscono il passaggio a qualsiasi mezzo a quattro ruote.
Oltre a Giuseppe a farmi compagnia c'era la mia inseparabile reflex, amica di mille avventure. Comincio a fare qualche foto qua e la, trovandoci nel mezzo di un fosso non potevano mancare i salici che sono proprio ora in fioritura. Camminiamo, di fronte a noi la valle non sembra più appenninica, ma volge in un ambiente alpino.
Ad un certo tratto della strada, rialzato dalla strada, c'è un piccolo agglomerato rurale forse un vecchio alpeggio, chiamato Casette.
Dopo circa mezzora d'entusiasmanti discorsi, fotografie e passo spedito, a quota 840 m giungiamo all'incrocio dei sentieri; 5 (405) che prosegue per Valle Scura e 5a (433) che porta al Monte Ritornello 1858 m, poi al Monte Brecciaio 1954 m.Il 5 e 5a si ricongiungono,  per uscire insieme nelle vicinanze del Rifugio Sebastiani 1920 m. 

Occhio, da Sigillo al Sebastiani sono circa 1300 metri di dislivello! è un trekking bellissimo ma richiede un minimo di allenamento.
Giuseppe ha percorso molte volte la Valle Scura e mi propone di deviare verso il Monte Ritornello,  accetto volentieri "guadiamo" agevolmente il torrente e cominciamo a salire verso la sinistra della valle, alle pendici di colle Mastrozza 1141 m. L'inizio è gradevole, un sentiero largo e comodo, all'improvviso dinanzi a noi vediamo un fosso di medie dimensioni, l' ha scavato l'acqua. Cumuli di breccia alti 3 metri, come spostati da una ruspa.

  Niente paura, abbandoniamo la comoda strada, ma il sentiero è in ogni caso segnato e punta su dritto, con una pendenza di circa 20 gradi. 
Comincio ad avere un pò di fiatone e il cuore bussa, faccio comunque delle foto ai fiori che incontro lungo il sentiero, farfare, fegatelle, bucaneve, viole, primule, crocus e scilla bifoglia. Il bosco è misto, nocciolo, carpino nero, corniolo, qualche sporadico leccio e aceri.
 

Farfara, Tussilago farfara Crocus, Crocus Salice, Salix Fegatella, Hepatica nobilis Primula, Primula vulgaris

Mentre saliamo e la pendenza aumenta, il sentiero si fa più difficile, si inerpica su di un prato, comunque è segnato in maniera certosina, credo che con la pioggia diventi un tratto veramente antipatico.
Il poco allenamento da parte mia è evidente, Giuseppe suda, ma va come un treno, mi riposo facendo qualche foto.
Il mio compagno di ventura mi fa notare il verso emesso dalle allodole, uccelli selvatici, poco dopo sentiamo un cuculo che ci fa "cu cu, cu cu".
Arriviamo colle Mastrozza 1141 m, crinale sinistro della Valle Scura, dando le spalle alla medesima, vediamo davanti a noi la valle del Velino, alzando gli occhi ; A destra c'è Monte Giano e Nuria, sotto Micicliano, a sinistra, la catena dei Monti della Laga che è ancora tutta innevata. Proseguiamo il sentiero che si inoltra nella faggeta, si fatica a non scivolare, vista la pendenza, le foglie e il terreno umido. Arriviamo in un costone roccioso, il sentiero vi passa a destra, ma è ricoperto di una discreta quantità di neve, decidiamo allora di salire questo piccolo scoglio, da qui si vede anche il gruppo del Gran Sasso.
Siamo quasi a 1500 metri, sono le 17,20, c'è un bellissimo panorama. Beviamo e mangiucchiamo delle caramelle. Decidiamo di scendere pure perchè non siamo attrezzati camminare sulla neve alta e bagnata.

Per me il bello arriva adesso, ho un bel pò di acido lattico alle gambe, se ne accorge per primo Giuseppe, che mi chiede se mi fanno male, rispondo di no, sentivo solo un pò di fastidio ad un piede.
Mentre scendo mi accorgo che le gambe mi tremano, ma non mi spavento, mi era già capitato altre volte, certo sono costretto ad andare piano, ma non vedo l'ora di arrivare in macchina. Non mi sconforto in quanto so che per scendere ci vuole molto meno che a salire. Infatti alle 18,30 siamo di nuovo in macchina.
Mi riprometto di ritornare alla Valle Scura, di completarla.
Per chi ha abbastanza allenamento, propongo il periplo del sentiero 5 e 5a 405-433, partendo da Sigillo sono circa 2600 metri di dislivello, in un ambiente incantevole dell'Appennino e non solo. Non manca la parte tecnica tra il M.Ritornello e M.Brecciaro, o M. Elefante una cresta abbastanza impegnativa tutta sopra i 1850 metri, con tratti anche pericolosi.
Cartografia: Gruppo dei Monti Reatini CAI Rieti, CAI Leonessa.Scala 1:25000, nella nuova versione il sentiero 5 si chiama 405 il 5a é il 433.
Che dirvi? buon divertimento, se avete commenti scrivetemi all'indirizzo: antrodoco@tiscali.it o telefonatemi 347.1630736

Cesare Carloni - CAI Antrodoco